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Due chiacchiere con Benno Palmer

Ospite di oggi è Benno Palmer, autore di una trilogia che in tedesco ha riscosso già un buon successo e che, ora, si affaccia al mercato italiano.

Benno Palmer

Autore

Benno Pamer, diplomato in Design della comunicazione, è direttore generale di un’azienda
internazionale che produce materiali chimici per l’edilizia.
“Seraphym. Il tradimento”, pubblicato in tedesco nel 2016, è ora tradotto anche in italiano, come primo volume di una trilogia fantasy.

  • Com’è nata la passione per la scrittura?

La passione per la scrittura faceva da sempre parte della mia vita. Già da piccolo scrivevo dei racconti brevi che regalavo a mia Mamma per la Festa della Mamma 😊. Però è servito un episodio privato drammatico (infarto di mio papà) per spingermi alla realizzazione del mio primo romanzo.

  • Quali sono le letture che porti nel cuore?

La divina commedia, La storia infinita, I racconti delle mitologie greche, romane e tedesche.

  • Secondo te, è la casa editrice a scegliere l’autore, viceversa o un po’ entrambe le cose?

Secondo me un po’ entrambe le cose. All’inizio, col primo libro un autore sicuramente è contentissimo di trovare qualsiasi casa editrice che lo pubblica. Con la sua crescita professionale la vera e propria scelta della casa editrice può avvenire. Ma secondo me ci sono pochi che possono permetterselo.

  • Come sei arrivato/a alla pubblicazione? Come hai vissuto la firma del primo contratto?

Con la mia casa editrice tedesca, che ha pubblicato la mia trilogia, ho seguito l’iter classico: ho mandato il manoscritto, lo hanno letto, le è piaciuto e mi hanno proposto un contratto per una trilogia. Astro Edizioni l’ho conosciuta a Lucca Comics e sono molto fiero di aver pubblicato in due lingue. Già col primo contratto ero molto emozionato, ma soprattutto il contratto con Astro mi ha commosso.

  • Sei soddisfatto/a dei traguardi editoriali raggiunti?

Ancora no, sto per iniziare in Italia. La versione tedesca mi ha già dato certe soddisfazioni con dei feedback interessanti da lettori di tutti i paesi di madrelingua tedesca. Ma secondo me c’è ancora tanto spazio di crescita.

  • Cosa pensi del panorama editoriale italiano e cosa cambieresti, potendo?

Non lo conosco abbastanza bene per dare un giudizio. Una cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso sono le attività di vendita in fiera, che in questa forma non esiste nei paesi tedeschi. Le fiere del libro, tranne quelle internazionali, in altri paesi non esistono più e sono una forma molto simpatica per entrare in contatto con i propri lettori. Se potessi cambiare qualcosa nell’editoria italiana, sarebbe un aumento di peso degli scrittori emergenti nazionali. Come in tutti i paesi, anche le grosse case editrici investono tutto il budget marketing nella promozione dei titoli famosi internazionali che garantiscono delle vendite importanti. Ci sono tanti bravi scrittori in Italia che per questo motivo non hanno la possibilità di presentare le loro opere a un pubblico più ampio.

  • Come approcci la promozione?

Al momento ho poco tempo da dedicare alla promozione. Ho preso in mano un’azienda internazionale che produce materiali chimici per l’edilizia e in più sto lavorando a un nuovo libro. Quindi devo sperare nell’aiuto della mia casa editrice.

  • Cosa deve avere un libro per conquistarti? E cosa non può mancare nei tuoi?

Per me serve un mix di diverse tematiche e uno stile che riesce a legarmi. Nei miei non può mancare la tensione e il legame al territorio di appartenenza. Tutti i miei libri, in parte, sono ambientati in Italia e anche quelli futuri lo dovranno essere.

  • Qual è il tuo sogno nel mondo della scrittura?

Il mio sogno nel mondo della lettura lo realizzo ogni volta che vedo una persona straniera leggere il mio libro e divertirsi.

  • Self-publishing ed editoria tradizionale: quali sono i pro e i contro, secondo te?

Io sono contro il self-publishing perché, secondo me, questo abbassa moltissimo la qualità della letteratura e riduce la vendibilità delle case editrici, che devono proprio garantire una certa scelta di titoli da portare nel mercato. Sono dell’opinione che non tutti abbiano le capacità di scrivere un libro meritevole di essere presentato al pubblico e la casa editrice deve fare una scrematura. Al momento, tra tutte le opere di self-publishing ogni tanto è difficile trovare i libri “buoni”.

  • Che consiglio daresti agli aspiranti scrittori e cosa gli diresti di non fare assolutamente?

Consiglierei di avere il coraggio di presentare un’opera e di seguire il proprio sogno di diventare scrittore. Ma nello stesso tempo, di avere un certo senso di realismo. Scrivere è una passione, un bel passatempo… ma per pochissimi può essere anche una professione, che mantenga lui e sua famiglia. Concentrarsi già da giovane solo su quest’idea di scrivere lo sconsiglierei vivamente.

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Benno Palmer

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