Brand, marchio e logo: cosa sono?

Dopo due ore passate a lavorare su una commissione grafica (che non c’entra nulla con libri ed editoria), eccomi per la nuova rubrica #autorisocial per parlare di personal branding, perché gli autori possono essere un brand (vincente!) 😊

Premessa: se vi potete permettere un social media manager o un social media strategist seri, approfittatene!

Se invece non potete investire in professionisti del settore – come la sottoscritta – sono qui per condividere quanto ho appreso strada facendo. Perché in qualche modo dobbiamo promuoverci, ma sta a noi scegliere come.

La prima domanda da porvi e a cui rispondere molto sinceramente è:

➡️ Qual è il mio obiettivo?

Ovvio, la risposta implicita è vendere, tuttavia si parla di progettualità.

OVVERO, QUANTO CREDI IN QUELLO CHE STAI FACENDO?

Una cosa è pubblicare un libro e finita lì, ben altro è il progetto di continuare a pubblicare nel tempo. Se vogliamo perseguire l’obiettivo di essere autori a lungo termine, dobbiamo entrare nell’ottica del personal branding.

Ma andiamo per gradi. Cerchiamo di capire innanzitutto cos’è un BRAND.

Il brand in italiano costituisce la marca.

La MARCA (brand)

È un insieme di valori e si definisce nel rapporto con il consumatore, proprio per questo ha una natura dinamica e si evolve, così da poter essere rimodulata in funzione degli obiettivi (brand management).

⚠ Attenzione!

La marca non è il marchio e nemmeno il logo. Qui entro più nel mio campo, essendo una grafica.

Il MARCHIO

Si riferisce a una parola, una forma, un colore esclusivi di un’impresa ed è quindi statico (infatti, si registra col famoso trademark ™).

Il marchio ha, dunque, una dimensione tecnico-giuridica, mentre il brand una culturale, sociale, semiotica ed economica.

E il logo?

Ci arriviamo 😊.

Il LOGO

È l’esposizione tipografica del nome di una marca. Logo è l’abbreviazione di logotipo e questo chiarisce etimologicamente la sua composizione: “logos” dal greco “parola” e “tipo” che indica il “carattere tipografico”. Nello specifico, il logo si compone di:

  • Pittogramma. Segno visivo astratto o iconico. Astratto quando non è riconducibile/riconoscibile un oggetto reale; iconico quando rimanda a un oggetto reale riconoscibile attraverso un processo di stilizzazione.
  • Nome aziendale. Il nome del brand presentato attraverso uno studio armonico del font, in relazione al pittogramma.

Nell’immagine del post vedete il mio logo: le due C speculari costituiscono il pittogramma, mentre il mio nome corrisponde al nome aziendale ed è studiato con un carattere sans-serif pulito e sottile, per equilibrare il pittogramma elaborato. Chi mi segue sa bene che il pittogramma compare in quasi tutte le mie grafiche, non a caso.

Brand Chiara Casalini

👉🏻 Un autore può costruire un brand (personale) per comunicare?

Sì.

👉🏻 A un autore serve un marchio?

No.

👉🏻 A un autore serve un logo?

Nì. 🤣 Diciamo che è consigliabile, ma non obbligatorio, perché il logo permette la promozione del brand in modo spesso subliminale, grazie all’esposizione mediatica dello stesso (non mi dilungo oltre su questo passaggio, ma se vi interessa saperne di più, scrivetemelo nei commenti).

✍🏻 Questa è l’introduzione, la settimana prossima vedremo meglio il personal brand nell’ottica di un autore e, quindi, partiremo dal target. Se siete su Instagram, vi consiglio il profilo di Valentina (theindiefolks), che tratta proprio questo argomento.

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