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Due chiacchiere con Giovanni Magistrelli

Oggi ho come ospite Giovanni Magistrelli, un autore italiano emergente, che sa conquistare.

Giovanni Magistrelli

Autore

Giovanni Magistrelli, nato a Busto Arsizio (VA), dopo aver pubblicato nel settembre 2014 la raccolta di racconti “Gli occhi di Bryan” (Youcanprint) e aver partecipato con il racconto “Milano è cambiata” al libro “Milano in cento parole” (Giulio Perrone Editore), nel febbraio 2017 ha contribuito al volume “Ophelia’s Love Writers” (Libri Asino Rosso) con il racconto “Il matrimonio di Patricia”. Nel luglio 2017 ha pubblicato il romanzo thriller “I volti dell’Apocalisse” con GDS Edizioni. A febbraio 2018 il suo racconto “Il castello sul lago” è apparso nell’antologia “Nello specchio” (SensoInverso Edizioni), mentre a giugno è uscito il romanzo thriller storico con elementi fantasy e religiosi “Il tempo degli dei” con Astro Edizioni. A dicembre 2018 ha pubblicato con ChemCapt Autori “Sconcertato – Guida alla sopravvivenza fronte palco”. A settembre 2019 uscirà il romanzo thriller distopico “L’Unione nel mirino” con Astro Edizioni.

  • Com’è nata la passione per la scrittura?

Prima di essere uno scrittore, sono un lettore e mi è sempre piaciuto scrivere, sin dalle scuole elementari. I primi racconti originali, però, sono nati dopo aver compiuto vent’anni di età.

  • Quali sono le letture che porti nel cuore?

All’inizio Jules Verne ed Emilio Salgari. In seguito, JJR Tolkien e Robert E Howard. Infine, ho iniziato un amore tossico (che dura tutt’ora) con Stephen King, Clive Cussler e Robert Ludlum.

  • Come sei arrivato/a alla pubblicazione? Come hai vissuto la firma del primo contratto?

La prima pubblicazione è stata nel 2014 con la raccolta di racconti GLI OCCHI DI BRYAN, con Youcanprint. Di certo, è stato emozionante e il mio primo passo in questo mondo, quello dell’editoria, dove mi reputo ancora un neofita. Una volta visto il mio nome sulla copertina del libro, mi è scattato qualcosa dentro che mi ha portato a cominciare a scrivere il mio primo romanzo.

  • Secondo te, è la casa editrice a scegliere l’autore, viceversa o un po’ entrambe le cose?

Secondo me, è la CE a scegliere l’autore, soprattutto all’inizio. Poi dipende ai risultati e dalla mutua soddisfazione di scrittore e CE. A quel punto il matrimonio può essere consensuale o, addirittura, deciso in solitudine dall’autore.

  • Sei soddisfatto/a dei traguardi editoriali raggiunti?

Sì, senza dubbio, pensando che 5 anni non avevo ancora pubblicato nulla e ora sto per uscire con il mio quinto libro.

  • Cosa pensi del panorama editoriale italiano e cosa cambieresti, potendo?

Mi piacerebbe più visibilità per le piccole/medie CE nelle librerie e nei media e la scomparsa dei finti scrittori (politici, sportivi, personaggi televisivi, youtuber, ecc.) e delle CEAP. Ma mi sembra moooolto utopistico al momento.

  • Come approcci la promozione?

Con entusiasmo e testardaggine, visto che ho fatto il commerciale (l’export manager) per tutta la mia vita finora. Non mi promuovo molto sui social (molte pagine autori sono autoreferenziali e quelle dei lettori sono piene di persone che fanno solo critica distruttiva) e preferisco fiere e firma copie.

  • Cosa deve avere un libro per conquistarti? E cosa non può mancare nei tuoi?

Azione, bei dialoghi (a livello di sceneggiatura) e molta suspense (troppi romanzi sono prevedibili). Quando scrivo, cerco di mettere nelle mie storie le cose che amo come lettore.

  • Qual è il tuo sogno nel mondo della scrittura?

Questa è facile: potermi mantenere grazie a essa.

  • Self-publishing ed editoria tradizionale: quali sono i pro e i contro, secondo te?

La CE, se seria, attenta e ben distribuita, è mille volte meglio quando ti devi relazionare con librerie indipendenti e catene per promuoverti tramite eventi di qualsiasi tipo. Il self-publishing è il male minore (o nel mio caso l’inizio), sempre preferibile alle CEAP.

  • Che consiglio daresti agli aspiranti scrittori e cosa gli diresti di non fare assolutamente?

Mi sembra presuntuoso da parte di uno scrittore emergente come me dare consigli. Ci provo comunque: tentare di essere originali quando si scrive, non arrendersi mai, mai pubblicare con una CEAP.

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Giovanni Magistrelli

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