Il bullo

Chi è il bullo?

Vediamolo insieme, per cercare di capire meglio di cosa si parla e di eliminare dei pregiudizi o falsi miti in merito.

il bullo

Il bullo dominante

È caratterizzato da:

  • Forte autostima
  • Assenza di empatia
  • Assenza del senso di colpa
  • Affermazione violenta di sé
  • Carismatico
  • Manipolatore
  • Scarsa tolleranza all’autocritica e alla distrazione
  • Intolleranza verso le differenze
  • Abilità nelle attività sportive e nella lotta
  • Gode di popolarità sia tra i pari che tra gli adulti

Il bullo passivo

  • È frequentemente sia bullo che vittima
  • Prova rimorso e sensi di colpa
  • Può essere ansioso
  • Può avere una bassa autostima
  • Presenta un’instabilità emotiva

Di solito è membro del gruppo di un bullo dominante. Rientra perciò spesso tra i gregari. Non di rado si accanisce con maggior rabbia e/o violenza sulla vittima.

Sfatiamo 3 miti sul bullo

  1. Solo il 20% circa dei bulli appartiene alla categoria “passiva”. Quindi, è da ritenersi una minoranza.
  2. Il bullo dominante solo in un minor numero di casi ha alle spalle una famiglia problematica. Più spesso, si riscontra una famiglia instabile ma unita nei comportamenti negativi, che minimizza e difende i comportamenti del figlio.
  3. Il bullo dominante non soffre di insicurezza e si dimostra poco ansioso.

Attenzione!

Come detto anche durante la prima diretta sul bullismo con lo psicologo-psicoterapeuta Ferdinando Salamino, è difficile tracciare un profilo unico e assoluto del bullo, ma è errato partire dalla convinzione che abbia alle spalle dei traumi che considereremmo motivanti.

Quello che è certo, invece, è che il suo comportamento sia una risposta deviante a un disagio interiore.

Confondere le cose rischia di romanticizzare la figura del bullo nella narrativa contemporanea.

Il bullo in Freak Show

Ho riscritto questo post un’infinità di volte. Alla fine, ho deciso di inserire la parte informativa nel carosello e di essere semplicemente me stessa qui di seguito.

Teo (Matteo): il bullo di Freak Show

Matteo – Teo – è un bel ragazzo, un sorriso accattivante, quell’aria da figo che sa di esserlo (non me ne voglia il modello scelto), carismatico, atletico…

Lui è un bullo dominante.

Io, però, riesco a dire solo che è un emerito str*nzo, un pezzo di 💩 di quelli che prenderei e scartavetrerei contro un muro.
Sono una brutta persona?
Forse sì 🤷‍♀️

Il mio problema è di averlo vissuto sulla pelle (come il 64% dei ragazzi, dicono le ultime ricerche) e non riesco ad avere parole di comprensione per un figlio di papà che si diverte a devastare le vite altrui, solo perché può, perché è in una posizione di potere e lo sa. E sì, bisogna comprendere e aiutare, ma anche no… nel senso che non è compito mio, ma di chi li dovrebbe curare.

Problema

Quelli come Teo non si fanno curare, non vogliono, non ne hanno motivo a meno che non siano obbligati.

E quando li obbligano?

Spesso troppo tardi, quando il danno ormai è indelebile.

«Ci vuole provare, vuole stare meglio, lasciaglielo fare.» Inspiro a fondo, ingoiando ogni briciolo di orgoglio. «Per favore, dalle respiro… ti prego.»
Le sue pupille si dilatano, mentre le palpebre si sollevano e io chino il capo, davanti alla sua sorpresa e alla sua soddisfazione nel vedermi strisciare. Sono di nuovo piegato, messo in ginocchio, anche se metaforicamente.
«Ripetilo.»
Maledetto bastardo, quanta voglia ho di saltargli addosso e spaccargli la faccia. Stringo i pugni sotto il tavolo e prendo fiato.
«Ti prego di lasciarla in pace, almeno per un po’.»
Stavolta la mia voce è più roca e bassa, la rabbia la graffia, nonostante cerchi di tenerla a bada.
«Ancora, Biancaneve» infierisce, marcando il soprannome.
«Ti prego.»
La mascella scatta, impedendomi di dire altro. Potrei mordermi a sangue la lingua, certo che se la stia ridendo di gusto.
«Se lo facessi, tu saresti in debito con me. Ti è chiaro questo?»

© Freak Show

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