Infodump sui personaggi: 2 cose che dovresti sapere

Prima di parlare dell’infodump sui personaggi, ricapitoliamo. L’ultima volta avevamo detto che l’infodump può essere identificato in 3 tipologie:

  • nelle descrizioni
  • sui personaggi
  • nei dialoghi

Se hai perso il primo articolo, lo puoi recuperare QUI.

Infodump sui personaggi - Writing Mentor

Infodump sui personaggi

Questa tipologia di infodump è assai diffusa tra gli aspiranti scrittori, anche perché molto presente nei romanzi dell’800 e del primo ‘900. Oggi, però, è assolutamente da evitare.

Di cosa stiamo parlando?

Classico esempio di descrizione come “lista della spesa”, che fornisce un identikit dei personaggi come fossimo all’ufficio anagrafe. In pratica, vengono riportati i dati della carta d’identità, di solito corredati da aggettivi abusati e frasi fatte (se stai pensando agli addominali scolpiti e “bello come un dio greco”, hai inquadrato il problema). Se questo sistema si ripete per tutti i personaggi, il risultato dà l’impressione di quando ci si scambiava le figurine dei calciatori alle elementari (ma con l’innocenza dei bambini era decisamente più bello).

Non tutto è il male assoluto, ma dipende da come si inserisce.

Quando si sposta l’attenzione sui personaggi, occorre tenere a mente 2 fattori fondamentali:

  • emozioni
  • utilità.

Emozioni

L’infodump è freddo, sterile, distaccato, privo di emozioni, anche se ci si infila una vagonata di aggettivi. Il metodo di scrittura impedisce al lettore di immergersi nel contesto, di empatizzare e farsi catturare da dettagli importanti.

Utilità

Lungi da me asserire che si debba scrivere solo ciò che utile. A volte, quel qualcosa di apparentemente superfluo può in realtà contribuire a creare atmosfera. Tuttavia, deve esserci consapevolezza di ciò che si sta facendo.

Quando scriviamo, dobbiamo guidare il lettore dove vogliamo, portarlo senza che se ne accorga su binari ben precisi. Per questo i dettagli vanno dosati con attenzione, inseriti nei punti giusti, affinché abbia le informazioni strettamente necessarie e possa crearsi un’immagine mentale via via più precisa e familiare.

Anche confonderlo volutamente è parte della tecnica. Possiamo inserire un dettaglio importante, senza che lo comprenda sul momento, in questo caso sciogliendolo nella narrazione tra altri. Se siamo stati bravi, se ne ricorderà in stile facepalm al momento clou.

È un lavoro di precisione.

Abbiamo un diamante grezzo tra le nostre mani, da lavorare affinché diventi un gioiello. Il nostro gioiello, quello che poi regaleremo al lettore.

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