“La vita che mi hai lasciato” di Roberta Longo

Quanto amore puoi dare in una vita? È il sottotitolo di “La vita che mi hai lasciato”, ma anche la domanda che nasce spontanea alla fine di questo libro. Non avevo mai letto nulla di Roberta Longo ed è stata una piacevolissima scoperta.

Ero partita aspettandomi tanto miele… forse troppo per i miei gusti. Ma mi attirava l’idea di scoprire Dong – il protagonista maschile – e come fossero stati trattati sia la cultura cinese che le differenze in una relazione tra due realtà piuttosto lontane (Italia e Cina hanno un retaggio e usanze che cozzano in certi casi).

In fondo, tutti abbiamo delle culture che ci affascinano in modo particolare.

E invece?

Eh, sono stata rapita da questa storia!

La vita che mi hai lasciato di Roberta Longo

Partiamo però dalla trama di La vita che mi hai lasciato.

Quanto amore puoi dare in una vita? Se lo chiede Cassandra, ogni volta che stringe la mano di Dong, che si perde nel suo sguardo duro ma pieno di emozioni, che lo vede sorridere e liberarsi dalle zavorre del passato.Se lo chiede Dong, ogni volta che stringe sua figlia tra le braccia mentre cerca un modo per essere un padre capace, ogni volta che la solitudine lo attanaglia e una vita che non ha scelto lo travolge.Sono insieme, sono soli. Sono due anime che si sono trovate e hanno percorso insieme chilometri alla ricerca di un posto in cui amarsi senza timori, che hanno capito che quel posto erano loro, ma hanno finito per non trovarsi più.La storia di una seconda possibilità che non sempre arriva, di una tempesta sempre pronta a esplodere e la continua, inesorabile, voglia di vivere e amare al massimo.

Le mie opinioni

Le voci narranti sono due: Clarissa e Dong. I loro capitoli si alternano, ma su due linee temporali differenti.

Quella di Clary ci porta a conoscere i personaggi e le vicende, fa trasparire l’anima di questa ragazza, la sua delicatezza e la sua forza.

Quella di Dong è il cuore pulsante del libro. Lui ci porta alla domanda iniziale attraverso le sue lettere. Non ce n’è stata una in cui non mi sia ritrovata col magone.

Se Clary ci porta a scoprire le difficoltà e le bellezze di una relazione tra culture diverse, Dong ci fa sentire quanto l’amore possa dare a chi ne ha bisogno, quanto possa lasciare e aiutare a cambiare. A fiorire. Perché Dong è un fiore che sboccia grazie alla libertà che Clary gli permette di vivere.

⭐ Relazioni familiari e amicizie ruotano attorno a una coppia ben assortita, ostacolando o aiutando i due protagonisti nel loro percorso.

⭐ La costruzione dell’intreccio è solida, il setting studiato e si sente. La scrittura è fluida, seppur con qualche piccola sbavatura, ma si fa apprezzare e mostra tanta passione.

Le culture orientali mi hanno sempre affascinata – per questo mi ci sono dedicata – e ho apprezzato il lavoro di Roberta nella rappresentazione delle diversità e delle bellezze cinesi, che hanno dato una caratterizzazione peculiare al romanzo.

👉🏻 C’è una cultura che ti affascina particolarmente?

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