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Riflettere prima di giudicare, quanto conta?

A questo punto, vi invito a fermarvi e a riflettere molto bene.

Su cosa? Sulle reazioni verbali con cui vi ponete nei confronti delle vittime.

Perché?

Perché ho letto e sentito molte volte dire: “Ma perché non l’ha denunciato, non se ne è andata, non ha reagito?”.
Da fuori è facile – troppo facile – pensare lucidamente, senza considerare i traumi e le implicazioni psicologiche che certe azioni esercitano sulla vittima.

Subire violenze da una persona che si ama, in cui si erano riposte fiducia e speranze, o che dovrebbe proteggerci è devastante. Destabilizza tutto il mondo in cui si vive. Priva di punti fermi, di sicurezze… tutto si sgretola e si resta soli.

Ci si sente soli, in gabbia, colpevoli e senza via d’uscita.

Nelle storie raccontate dalle vittime di violenza domestica, si apprende che la vittima nel tempo impara a “sopportare” eventi orribili, iniziando così a soffrire di problemi psichici che la spingono alla chiusura e ad una riduzione drastica della sua personale autostima ossia ad avere un atteggiamento eccessivamente critico verso se stessa e a sentirsi costantemente insoddisfatta delle proprie qualità.

Per molti sono parole buttate, spesso sui social. Purtroppo, per le vittime sono giudizi ancor più destabilizzanti, che accrescono il senso di isolamento e di colpa. Giudizi impulsi e, talvolta, superficiali, possono dissuadere persone in dubbio dal denunciare, per sfuggire al processo in pubblica piazza, ormai abituale.

Riflettere prima di parlare o di scrivere, può fare la differenza.

Inoltre, commenti pesanti, apprezzamenti non richiesti e giudizi sui social, sui blog, sui video, non fanno altro che alimentare il cyberbullismo. Inoltre, si supporta e incentiva il pornrevenge, pratica spregevole. Spesso, chi commenta non se ne rende neppure conto, questo è quello che già anni or sono avevo constato. Ecco il motivo per cui ho voluto inserire certi temi in Cuore di Lupo, nella speranza che “trovandosi dall’altra parte”, qualcuno avesse l’occasione di riflettere.


Fonte: Ministero della Difesa – Carabinieri

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