“RVH – Nel buio” di Lucia Guglielminetti

• TITOLO: RVH – Nel buio
• AUTORE: Lucia Guglielminetti
• EDITORE: Self-published
• GENERE: Dark fantasy, Metropolitane, Horror
• PAGINE: 529

"RVH - Nel buio" di Lucia Guglielminetti

Trama

Salve, fedeli lettori. Ricordate dove eravamo rimasti? Ero sfuggito al sicario lycan Blackspear, assoldato da Vincent per catturarmi. Speravo che tutto fosse finito, invece quel bastardo non ha dimenticato. Sono nelle prigioni dei Diurni e sto per essere processato, ci credereste? Il Kilarmeth, il Tribunale del Clan, me la farà pagare cara. Non so se uscirò mai di qui. Penso al passato. Al mio viaggio dopo il 1840. Al mio desiderio di vendetta e alla speranza di ritrovare me stesso. Vi farò conoscere nuovi personaggi, altri già noti torneranno a farvi visita. Ad alcuni dovrete dire addio. Viaggeremo tra Francia, Stati Uniti e persino l’Italia. Tutto pur di non pensare al presente. Al buio.
Seguitemi, il tempo stringe…

Le mie impressioni

Eccoci arrivati al terzo libro di questa fantastica saga. Eviterò spoiler, limitandomi quindi alle sole considerazioni sull’opera in senso generale.
Questo libro è, decisamente, al cardiopalma!

Confesso che, rispetto ai precedenti, ogni tanto mi ha un po’ confuso, perché non solo si passa dal presente al passato, ma si inserisce anche Shibeen come narratrice. Ciononostante, la narrazione è così incalzante, intrisa di azione e coinvolgimento emotivo da non lasciar spazio né tempo ad altro. Ogni volta che si incappa in uno dei succitati cambi, si resta col fiato sospeso, quasi indispettiti per la voglia di sapere come prosegue un dato momento, per poi ritrovarsi ugualmente imbrigliati e trascinati dalla storia.

Se il prologo di Shibeen fa venire fin da principio il magone, quel che viene dopo è ancor più straziante. Seguire la degenerazione dell’Olandese dilaniato dal dolore per la perdita subita è un viaggio nell’orrore, che tuttavia non si riesce completamente a condannare, anzi, è forse fin troppo facile ritrovarsi a offrirgli una sorta di comprensione.

Mi persi, caro lettore. Intendo in me stesso, non nello spazio che mi circondava.

Una discesa nel buio che sembra davvero senza fine quella a cui è condannato Raistan, eppure, nonostante tutto lui cerca di risalire dall’abisso. Non è facile, non lo è mai, però qualcuno che gli tende una mano c’è, a volte è un personaggio già noto, un ritorno dal passato come Madame de Lioncourt, altre volte sono figure nuove, ma che inevitabilmente entrano nel cuore del Vampiro e del lettore, conquistandolo. Il rapporto con il genere umano è una continua danza tra odio e amore, tra paura e desiderio di essere accettato, pur consapevole che farà male: è, forse, proprio il calore umano che alla fine lo spinge a riprovare più volte.

Alla fine la morte me l’avrebbe sottratta ed io ne sarei rimasto annientato.

Molto bella la parentesi newyorchese che ci porta a conoscere una figura particolare, unica oserei dire, che finisce per intessere un’amicizia importante con Raistan: Van Stratten, olandese anch’egli. Inoltre, assistiamo alla nascita di Atropo, alle sue prime missioni e quant’altro.
Tra passato e presente scopriamo dove ha radici la repulsione dell’Olandese per i nazisti, elemento importante nella storia, che si va definendo libro dopo libro. Intrighi, tradimenti, mire di potere emergono sempre più evidenti e travolgenti.

“Un giorno ti racconterò la fine che riservavo ai tuoi kameraden, Übersturmführer Heinrich. Bei tempi, quelli…”

Heinrich è un personaggio che riesce a farsi detestare praticamente subito, ma tranquilli, arriverete presto a odiarlo, proprio come Raistan. Dal canto mio, dico senza remore che ho sperato di vederlo morire atrocemente e dopo adeguate torture, perché sono un po’ come il vampiro e ho anche una concezione di vendetta che va a braccetto con lui!

È vero che ho cose più importanti a cui dedicarmi, ma la vendetta è vendetta, su piccola o grande scala che sia. Mai trascurarla.

In questo terzo capitolo della saga impariamo a conoscere meglio Shibeen, cosa inevitabile e che in fondo aspettavo da un po’. Il suo amore profondo per Raistan, sfaccettato, da madre/creatrice ad amica, amante, salvatrice. Un amore incondizionato, che le ha fatto spesso male e che qui la vede raggiungere il limite, eppure, nonostante tutto lui viene prima di tutto per lei, prima di se stessa e della propria vita, cosa non sempre gradita e condivisa dai suoi fratelli.

Se le cose andranno davvero male, spetterà a voi il compito di non dimenticarlo, di non dimenticare nessuno di noi: nemmeno un vampiro merita l’oblio.

Un amore così forte da non arrendersi neppure davanti alla morte ultima, nemmeno davanti all’odio e alla cattiveria sputate in faccia con rabbia e alla pazzia. Ma Raistan, invece? Quali sono i suoi reali sentimenti per lei, cosa cambia davvero? A voi scoprirlo!

Però non illudetevi e preparatevi ad avere già pronto anche il quarto libro, perché lo vorrete iniziare appena finito questo.

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