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Sesso, pornografia e letteratura

Sesso nella letteratura. Ho letto l’ennesima discussione in merito, perché credetemi, è un tema che ciclicamente esce nei gruppi letterari e che, onestamente, si sviluppa in modi piuttosto differenti a seconda che vi sia una predominanza di lettori o di scrittori.

Dopo averne seguite un po’ e avervi preso parte, ammetto di essermi stancata e di averlo relegato a uno di quegli argomenti da saltare a piè pari, dato che il flame è assicurato e la confusione garantita. Sì, perché tutto ciò che ne esce è, di norma, una gran confusione, dove emerge non tanto il gusto personale, quanto la non volontà di provare ad ascoltarsi. A me, personalmente, questo non piace, perché il dialogo e il confronto sono fatti di ascolto, anche se poi non si cambia opinione.

Io sono strenua sostenitrice della libertà, per cui vige che ogni autore scriva e parli di ciò che sente e ritiene più opportuno, ma proviamo ad andare oltre al mio pensiero personale.

Il primo, grande nodo gordiano verte sulla distinzione tra sesso e pornografia.

Neil Gaiman, nella prefazione di Lost Girls, opera a fumetti di Alan Moore e Melinda Gebbie, scrive:

Il confine tra pornografia ed erotismo è ambiguo, e cambia a seconda del punto di vista. Per alcuni forse dipende da cosa ti eccita (ciò per me è erotico, per te è pornografico), per alcuni è una questione sociale (vale a dire l’erotismo è la pornografia per ricchi). Forse ha anche a che fare con la distribuzione – la pornografia in rete è indiscutibilmente porno, mentre un’edizione a tiratura limitata, su carta avorio, comprata da esperti, divisa e rilegata in volumi costosissimi, non può che essere erotica.

Neil Gaiman

Allora, come si stabilisce se si sta parlando di sesso o di un porno?

Alcuni dicono che la linea di demarcazione è tracciata della descrizione esplicita dell’atto. Forse questo poteva valere un secolo fa, a mio avviso, oggi sa un po’ di ridicolo. De Sade, Miller e la famosissima “Lolita” di Nabokov sono considerati capisaldi della letteratura erotica. Eppure, in principio furono etichettati come pornografici per i testi espliciti. Per cui, forse, Gaiman ci ha visto giusto, ma se in passato il sesso era vittima di un pregiudizio morale, oggi sembra esserlo di uno intellettuale.

Lolita di Vladimir Nabokov

Per me non è la descrizione a fare del sesso qualcosa di pornografico, lo è forse di più la ricerca minuziosa e morbosa di dettagli, il tentativo di renderlo, in qualche modo, sporco, scabroso, proibito, attraverso salti carpiati e voli pindarici fatti di parole e descrizione assurde, che il Kamasutra pare essere un manualetto start-up per bambini.

Tra film e libri

A questo punto, mi fermo e provo a guardarmi un film porno, che è diretto, immediato e mirato, poi mi guardo un film erotico, contente comunque scene esplicite, anche se caratterizzato da una fotografia curata e giochi di chiaroscuri in grado di trasmettere emozioni.

Ecco, intanto nel film porno la fotografia è un piano unico, statico, dato al massimo dal cambio inquadratura, tagli e zoom ad hoc, ma i chiaroscuri non esistono, non esistono le ombre perché tutto deve risaltare, catturare e focalizzare l’attenzione su un’unica cosa: i genitali, delle emozioni non frega niente a nessuno in questo caso.

Tropico del Cancro di H. Miller
Secondo punto, che salta all’occhio subito: la trama.

Un film porno non ha una trama, ha un canovaccio standard e il resto è sesso, perché lo spettatore non ha intenzione di pensare guardando quel film, deve solo avere uno sfondo che lo stuzzichi appena un po’. Un film erotico, al contrario, ha una trama e un intreccio che lo spettatore segue con interesse, all’interno del quale il sesso ha un ruolo e un perché, oltre all’eccitazione che dovrebbe suscitare.

Nessuno è ancora riuscito a spiegarmi perché, in ambito letterario, ci si spertichi tanto e non si applichino, semplicemente, gli stessi parametri di film per la valutazione dei libri.

Il sesso è ordinaria realtà

Insomma, tutti (chi più e chi meno) fanno sesso, in qualsiasi mondo ed epoca. Tuttavia, non è obbligatorio descriverlo né parlarne, ma non si dovrebbe neppure renderlo tabù e ghettizzare gli autori che, invece, per scelte di trama lo trattano.

Dite che sto tirando acqua al mio mulino? Forse, ma non sempre descrivo scene di sesso esplicito, a volte glisso, a volte le sfioro appena e lascio all’immaginazione il resto.

Torniamo in tema, che sennò poi mi perdo.

“Il sesso vende” 1

Beh, innegabile, infatti si dice che siano due i lavori che non esistono da sempre: il becchino e “la donna di piacere”. Morte e sesso sono, antropologicamente parlando, i cardini e i motori dell’evoluzione umana, l’amore pare venire dopo. In fondo, l’amore è un sentimento ed è ben più complesso del sesso, che si lega agli istinti primari dell’uomo, perché la riproduzione è sesso, nell’atto pratico, diviene espressione d’amore solo quando il concepimento segue un certo iter o porta a un coinvolgimento psico-emotivo.

Per cui se scrivo di sesso, venderò, diventerò un best-seller, avrò milioni di views?

Se fosse così, il mondo sarebbe sommerso di best-seller 🤣. Purtroppo, non posso nemmeno sostenere che sia la qualità a decretare la fama di un’opera e del suo autore. Ci sono casi editoriali che proprio esulano dalla mia comprensione, ma… vendono. Rassegnamoci e non facciamocene un cruccio, per favore.

Però, ricordate una cosa: se arrivate per secondi, terzi, centesimi o milionesimi a scrivere una storia, seguendo il fenomeno letterario del momento, non lo potrete mai eguagliare; nel migliore dei casi, potrete sfruttare la cosa per vendere qualche copia in più, ma poi? Riuscirete a proseguire o continuerete a copiare/ispirarvi al fenomeno, in continuo cambiamento?

“Il sesso vende” 2

Dipende anche dal genere, perché non in tutti è apprezzato e accolto allo stesso modo. Nel romance è ben visto, purché sia chiaro il confine tra romance ed erotico e venga rispettato. In altri generi, invece, vige un misto di pregiudizio e gusto personale che vede il suo inserimento come snaturamento. Se sul gusto personale non si può discutere e nemmeno sarebbe corretto, il pregiudizio sarebbe da affrontare e smantellare, soprattutto se si parla di letteratura. Non è cosa facile.

“Il sesso vende” 3

Di sicuro, altro elemento importante è il modo in cui si scrive e descrive il sesso, l’atto in sé, il linguaggio e la contestualizzazione. Ho letto estratti che mi hanno fatto ridere per mezz’ora, tra il cercar di capire se i protagonisti fossero umani o animali, al decifrare e immaginare posizioni, movimenti e via dicendo davvero irrealistici, in cui, secondo me, si era perso persino lo scrittore/scrittrice. Che dire, attenti a non finire in lizza per i Bad Sex Awards, come è accaduto a Erri De Luca che lo ha persino vinto (Erri De Luca!).

Vorrei rivolgere un invito a chi scrive di sesso nei romanzi.

Per favore, non fate una gara al ribasso nella qualità, per seguire una moda, di cui non siete in grado di conoscere l’esito e l’andamento. Se inserite scene di sesso, fatelo perché lo ritenete utile alla trama, a far capire qualcosa di quei personaggi, a mostrare uno spaccato di vita racchiuso in quell’atto. C’è già tanto orrore e squallore nel mondo, se lo presentiamo in libro (e mi inserisco anch’io), facciamolo per arrivare da qualche parte, non per tirare fuori il peggio di noi.

Lo stile è uno strumento utile per dire quello che hai da dire, ma quando non hai più niente da dire lo stile è un cazzo moscio di fronte alla mirabilissima fica dell’universo.

Charles Bukowski

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