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Sognando Felton

Eccomi qui per parlarvi di “Sognando Felton” di @Greengirl89, che ha atteso con una pazienza encomiabile. Purtroppo, gli impegni mi hanno reso difficile mettermi a scrivere questa recensione, pur avendo letto tutta la storia da un po’. Ci tengo a ricordare che quando presento delle frasi revisionate sono da intendersi solo come esempi esplicativi a supporto delle mie osservazioni, che possono fungere da spunto, nulla di più.

Sognando Felton copertina

Partiamo con la copertina. È semplice e gradevole, caratterizzata da una foto di Felton, appunto. La presenza del bollino di un concorso rende difficile la valutazione nel complesso, ma diciamo che non porrei il nome dell’autrice al centro, com’è ora, perché confonde alquanto. Di solito è il titolo del libro a dover dominare la scena, il nome dell’autore dovrebbe essere visibile, ma non essere il primo elemento a spiccare tra i due. In tal senso, visto che nella parte superiore vi è la presenza di un vuoto rilevante, valuterei di spostare in alto il nome e ridurlo un pochino.

Trama

“Resta con me!”
“Non posso… non ora”

Ho sempre scritto un diario, fin da quando ero bambina ho racchiuso su delle pagine bianche i miei segreti, i miei tormenti, i miei desideri, le mie speranze… I miei momenti tristi e quelli felici, le esperienze più imbarazzanti e quelle più emozionanti.  Ed oggi, eccomi pronta a cominciare questo nuovo diario, questo fedele amico che ascolterà paziente tutto ciò che avrò voglia di condividere con lui. L’unico che saprà custodire ogni mio segreto, l’unico che mi lascerà dire tutto, davvero tutto… lui sarà l’unico che saprà davvero com’è che andata a finire la storia con Tom.

Osservazioni

La citazione, così com’è e posta all’inizio, risulta poco funzionale. Spostarla alla fine le darebbe maggior senso, anche se personalmente la eliminerei proprio. Eliminerei anche “Ho sempre scritto un diario”, che a mio avviso, risulta superfluo visto che subito dopo c’è scritto “fin da quando ero bambina”, e i puntini di sospensione.

Fin da quando ero bambina ho racchiuso sulle pagine bianche di un diario i miei segreti, desideri e speranze, i momenti tristi e quelli felici, assieme alle esperienze più imbarazzanti.

Ci sono diverse ripetizioni, che vogliono sottolineare e rimarcare il concetto, ma diventano pesanti nella loro reiterazione.

L’unico che saprà custodire ogni mio segreto, che mi lascerà dire tutto, davvero tutto… Soltanto lui saprà com’è che andata a finire davvero la storia con Tom.

Insomma, alleggerirei un po’ la forma. Questa trama ci dice tanto su cosa rappresenti il diario per la protagonista, ma forse un paio di indizi in più sulla storia non guasterebbero.

Le mie impressioni

Le fanfiction non sono esattamente il mio forte e, nello specifico, non seguo neppure Tom Felton. A onor del vero, a parte la fissa maniacale per Bon Jovi avuta in adolescenza, non seguo il gossip né la vita privata di alcun personaggio famoso; per questo avevo paura di non riuscire ad apprezzare la storia o a entrare nell’ottica giusta per comprenderla. Per fortuna, non credo sia stato così.

L’arco narrativo avrebbe bisogno di un’aggiustatina per rendere al meglio, perché alcuni passaggi risultano lenti e non è ben chiara l’evoluzione. Tuttavia, lo stile fluido e intimo con cui è scritto il diario rendono la cosa meno evidente, dato che non ci si aspetta scene adrenaliniche, bensì introspezione. Quella c’è ed è ben curata. Conosciamo pian piano Veronica, con pregi e difetti, forze e debolezze, nonché la sua fissazione per Tom. Ammetto che in alcuni momenti, però, mi sono chiesta se rispecchiasse davvero una ventisettenne, giacché certi moti emotivi li vedo più adatti a un’età inferiore; di contro, per la maggior parte della narrazione risulta coerente, anche nei suoi cambi d’umore.

Sognando Felton è una favola moderna, come lo fu Pretty Woman ai suoi tempi – sì, ok, questo mi ricorda che non sono più giovanissima – e in questo fa centro. Si finisce col sognare e, ogni tanto, si vorrebbe chiedere alla protagonista se c’è o si fa, tra timidezza e ingenuità (che a ventisette anni, magari, un po’ più perspicace dovrebbe esserlo).

Tom veste i panni di un principe azzurro alternativo, che si scontra col prezzo del successo e mi è piaciuto come, appunto, si sia dovuto destreggiare tra fan e paparazzi (anche se non penso che sia proprio così facile).

Scene romantiche si alternano ad altre divertenti, il che rende la lettura piacevole e non pesante.

Note tecniche

Le note tecniche trovo siano poche, anche se il testo ha bisogno di una correzione e di un editing. La grammatica è buona, non ci sono orrori che fanno sanguinare gli occhi, più che altro comuni refusi. La D eufonica da inserire solo quando la parola che segue inizia con la stessa vocale, sfoltire gli aggettivi possessivi e qualche ripetizione di epiteti superflui, eliminare gli avverbi di modo (quelli in *mente).

È un diario, come tale prevale il raccontato, per cui anche la regola dello show don’t tell qui tende a piegarsi al tell, che definisce quindi una narrazione in sé più lenta, ma non per questo noiosa.

Unico appunto: Veronica che descrive se stessa al diario, per me, risulta forzata e inverosimile. Se vuoi dare indicazioni su com’è, cerca qualche espediente un più naturale, anche strada facendo con piccoli indizi.

That’s all folk!

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