SoloLibri.net per “Scarlet – Morire per vivere”

Antonietta Mirra ha recensito “Scarlet – Morire per vivere” per SoloLibri.net. Mi ha sorpresa per come sia riuscita a cogliere certe sfumature della storie, regalandomi grande soddisfazione con le sue parole.

Il ritmo narrativo è scandito da capitoli brevi e lineari che scorrono implacabili, raccontando gli eventi senza perdersi in inutili fantasticherie. Non c’è quell’alone di romanticismo gotico così familiare nei romanzi di questo genere. Non c’è nessuna atmosfera horror a rendere la lettura timorosa o titubante, piuttosto le parole, scelte e curate, sono avvolte da un profondo realismo. I personaggi non hanno nulla di fiabesco o di immaginario. Nonostante si parli di vampiri, essi non sono figli dei più tormentati incubi, ma esseri all’apparenza normali che sanno bene come nascondersi. Certo, la storia di Scarlet, è una storia al di fuori del comune, ma non per questo l’autrice la rende del tutto impossibile. Il suo modo di narrare rende credibile gli eventi e chi con essi, permettendo a chi legge di fidarsi senza temere una cocente delusione.

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Altri passaggi che sottolineano la sua attenzione al romanzo:

Sia nei momenti dedicati ai ricordi della madre, sia in quelli vissuti con Max, la scrittura si carica di malinconia. Una malinconia molto forte, che accompagna ciascuna frase dettata da una consapevolezza triste e per certi versi anche pacata, indice di rassegnazione. E’ chiaro che Scarlet sta raccontando del suo passato che appartiene a quel mondo in cui non si riconosce più ed è evidente la percezione di una velata nostalgia che fa apparire quei ricordi umani come bolle di sapone che stanno definitivamente per volare via.

[…]

“Scarlet. Morire per vivere” è dunque un romanzo d’amore ma anche di desiderio, di ribellione, della ricerca di una libertà dell’anima che difficilmente è possibile raggiungere senza liberarsi delle proprie paure e ferite.

[…]

L’autrice riesce ad impregnare l’aria che avvolge le pagine di una sottile evanescenza che ha il sapore della morte. Si è avvolti da un’inafferrabile sensazione che tutto debba condurre ad un passo dalla fine. Una fine tanto desiderata quanto attesa e che non lascia alcuna scelta.

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