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Nera follia

Nera follia

Se ne stava appoggiata al muro con gli occhi chiusi, sforzandosi di trattenere le lacrime, perché non doveva piangere.

Non voleva piangere.

Ciononostante, la matita nera tracciava una linea sbavata proprio in quell’angolo traditore delle palpebre. Prova inconfutabile della sua sconfitta.

I riccioli neri spettinati disegnavano sull’intonaco bianco una ragnatela irregolare, come graffi, ultimo grido silenzioso della sua anima che lottava per restare dentro a un corpo tanto odiato.

Non voleva andare in pezzi.

Ormai, però, era un vaso pieno di crepe, sempre più fragile e… brutto. Questo era il problema.

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Il prezzo del Cielo

Foto di "Printeboek" da Pixabay

Un cielo plumbeo riflette il grigio dell’asfalto, mentre la strada serpeggia nel ventre della città, dilaniata dagli uomini che la calpestano incuranti. Sul volto di alcuni passanti posso leggere il disappunto causato dal vento freddo, pungente, che li sferza impetuoso. Io sono solo un fruscio tra loro, un essere che aleggia furtivo osservandoli, disprezzandoli, in cerca della sua preda. Fiuto le emozioni, le più dolci sono intrise di orrore, dolore, alcune piacevolmente oscene da solleticare la mia attenzione. Eppure, è un altro il profumo inebriante che mi guida verso il parco, tra alberi spogli e rami secchi, il cui contorcersi e agitarsi rievoca immagini di anime torturate. Read more

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