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Il figlio di Aton

Ombra

Fece scorrere le mani lungo la sua schiena, i pollici saggiarono il profilo delle sue vertebre partendo dalla cervicale, lentamente, gustandone con cura ogni curva attraverso la carne, nella consistenza delle fasce muscolari, e la pelle morbida che ora profumava di olio, lavanda e limone. Era proprio quell’essenza di lavanda che si mescolava alla calda luce soffusa delle lampade di sale a dare a Sonia un senso di tranquillità, consentendole così di rilassarsi, almeno fino a quando lui non arrivò all’altezza dei reni. Il corpo della ragazza si irrigidì, facendole inarcare leggermente la schiena e Samuele si fermò in quel punto esattamente quando un gemito sommesso e stretto tra i denti le sfuggì.

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