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UnLimited vol. 1 e 2 di Maria Antonietta Capasso

UnLimited 1 e 2

UNLIMITED: UN MAFIA ROMANCE CHE MERITA DI ESSERE LETTO!

Vite sconvolte, dipendenze, criminalità, legami familiari, tradimenti, sacrificio e amore.

UnLimited

Ti capita mai di essere trascinato dalla curiosità, col timore di restare scottato?

Così mi sono approcciata a “UnLimited” di Maria Antonietta Capasso.

Come è andata?

L’ho divorato in 2 giorni: mi sono emozionata, scervellata per risolvere il mistero – forse un attimo telefonato in anticipo rispetto alla rivelazione –, inveito contro i personaggi. Insomma, mi ha conquistata. Appena finito, ho dovuto prendere il 2° e dopo 2 giorni ero a secco. Adesso mi tocca di aspettare.

UnLimited è una trilogia, di cui sono stati pubblicati: “Follow your soul” e “Rise from your ashes”.

Il 1° volume segna l’esordio dell’autrice con un prodotto self di qualità, curato. Una storia dall’ intreccio studiato e avvincente. Il contesto mafioso di Boston risulta credibile, soprattutto nel clan irlandese che – pagina dopo pagina – si delinea con grande cognizione di causa e linguaggio.

Il 2° volume la vede maturata, lo stile ripulito come il testo, dove sono sparite le piccole imprecisioni che si trovavano nel 1°. Crescono l’autrice e la storia. Aumenta il mistero, i protagonisti incalzano nel racconto e nella tensione e qui le rivelazioni sono dosate attraverso gli occhi del narratore di turno.

Si nota come la trilogia sia stata pensata in un corpo unico.

La storia traccia un quadro della normalità di Cheryl che viene sconvolta, ci fa conoscere a strati tutti i personaggi – straordinariamente caratterizzati – Axel in testa assieme alla sua sete di vendetta, tema ricorrente. I rapporti difficili, pregi e difetti, i dettagli e l’uso sapiente delle simbologie. Cheryl è costretta a crescere, si forgia e rinasce come non credeva possibile. Nel 2° volume, soprattutto, quando entrano in gioco storie tutte irlandesi, mi sono esaltata. L’escalation che attraversa i due libri è trascinante, con pause necessarie a riprendere fiato per entrare nelle fragilità di certi momenti.

Ultima nota di pregio: le copertine!

Belle, accattivanti, studiate. Dai colori alle immagini, gli spazi. Le vedi e ti colpiscono, ti restano in mente. Quella nota rossa su dominante nera in qualche modo solletica la psiche e la curiosità. Pertinenti alla storia? Senza ombra di dubbio. Alcuni dettagli li si può apprezzare solo dopo la lettura e danno quel tocco di intimità in più con la lettura, la sensazione di aver vissuto un bel viaggio con i personaggi, ormai familiari.

VOLUME 1 DELLA SERIE “UNLIMITED”

Cheryl vive a Boston ed è iscritta al primo anno di Università, ad Harvard. Bada a sé stessa da sempre, nonostante la sua giovane età.Assennata, matura e con la testa sulle spalle, la sua vita ruota attorno allo studio, al lavoro part-time e a pochi amici d’infanzia. Tutto cambia la notte in cui, suo malgrado, assiste a un omicidio e la sua strada incrocia quella di Axel, il proprietario di un noto nightclub della zona. Un uomo indecifrabile, dal passato nebuloso. L’unica cosa che Cheryl sa è che sembra un angelo, bello oltre ogni immaginazione. Ma forse pericoloso, perché è questo ciò che le suggerisce la sua razionalità; l’istinto, invece, quello che giace silente nelle profondità della sua anima, le farà mettere in discussione le certezze di una vita intera. Perché il confine tra il bene e il male non è poi così netto come crediamo.

ATTENZIONE: Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.
Presenza di dialoghi espliciti, scene di violenza e sesso, temi d’attualità che sono rivolti a lettori maturi e consapevoli.

VOLUME DUE DELLA SERIE “UNLIMITED”⠀

In poche settimane, la vita di Cheryl ha subito un irreversibile cambiamento.La visione di giustizia di Axel è diventata il suo mantra e ha sancito la definitiva caduta di tutto ciò che lei credeva di essere fino a quel momento: non più una ragazzina, chiusa nel suo mondo ovattato e infantile, ma una donna, immersa nella dura realtà.Una donna che ora deve risorgere dalle sue ceneri.Una donna che, dentro e fuori, urla vendetta.Ma Cheryl sa anche di avere delle responsabilità: lei, i suoi amici, il clan irlandese, quella “famiglia” che l’ha accolta, non saranno mai davvero al sicuro.Non finché tutti coloro che hanno distrutto la sua vita, non avranno pagato con il sangue.

ATTENZIONE: Si consiglia la lettura a un pubblico adulto (+18).Presenza di dialoghi espliciti, scene di violenza e sesso, temi d’attualità che sono rivolti a lettori maturi e consapevoli.

Sole d’inverno

Sole d'inverno

Il traffico mattutino del sabato era irritante come al solito, non meno degli sproloqui che spizzicava camminando tra i banchi del mercato, lungo le vie gremite di persone. Un vociare assordante, sovrastato dagli strilli di qualche venditore. Le tempie avevano preso a pulsare, un po’ per la morsa del gelo, un po’ per l’ambiente che la circondava opprimendola. Era stata costretta a uscire per non sentire il ritornello ansioso della madre, tuttavia, non era più sicura di quale fosse la tortura peggiore. Deviò dalla via principale, incamminandosi in una stradina secondaria per rintanarsi in un piccolo bar aperto da poco. Read more

Come back

Wolf & Rid cover

Camminava sul marciapiede lungo il viale della stazione, con una marcia sostenuta che faceva picchiettare i tacchi sul porfido. Nonostante il piano dissestato e del terriccio tra le fughe, non mostrava incertezze e ostentava fierezza, col mento alto e lo sguardo puntato diritto davanti a sé. Erano passati sette anni dall’ultima volta che era stata lì, se ne era andata senza niente, o meglio, soltanto con le cose che era riuscita a infilare nel borsone, eppure anche allora tenne la testa alta, ricacciando indietro le lacrime che cercavano di pizzicarle gli occhi. Sorrise.

“In tutte le storie, quando lei ritorna è una donna del tutto diversa, realizzata e sofisticata”.

Scosse il capo e il sorriso divenne un ghigno strafottente, perché lei se ne era andata proprio per non cambiare, per non doversi adeguare al volere di altri, ai pregiudizi, alle convenzioni di un paesino qualunque. Strinse il manico della valigia nera coi profili argentati che si trascinava dietro, con aerografato sul davanti un drago di fuoco, molto simile a una fenice, e la scritta “Fire’s Kiss”; si aggiustò la tracolla della custodia che portava sulla spalla sinistra. Read more

La nostra casa

Immagine di "icheinfach" da Pixabay

Questo racconto è collegato a “Inferno e paradiso”.

 

Kyle stava camminando lungo la strada sterrata appena fuori dal centro abitato, in braccio teneva un corpo immobile e abbandonato, coperto da un telo grigio consunto, che ne celava in parte il volto.

Avevano dovuto dividersi dopo l’incursione al centro di controllo e non aveva voluto sentire ragioni: Dan doveva restare con lui e poteva protestare quanto le pareva. I fatti gli diedero ragione, se non l’avesse accompagnata i cadaveri dei compagni sarebbero stati tre, invece di due. La granata al plasma si era attaccata a Flint e quella stupida aveva avuto la brillante idea di provare a staccargliela di dosso. Il giovane era andato in mille pezzi davanti a loro, dopo che l’aveva presa e allontanata di peso. Con una testata sul naso era riuscita a fargli mollare la stretta ed era sgusciata via come un gatto, scattando verso i due compagni. Jake era rimasto pietrificato a fissare la luce intermittente dell’ordigno, nonostante gli avesse urlato e ringhiato di scappare. Read more

Inferno e paradiso

Immagine di "icheinfach" da Pixabay

Un boato irruppe nell’aria, impregnandola per un attimo di ioni e una carica elettrostatica si diffuse rapidamente, scemando in pochi istanti.

Dan sbuffò e sollevò il bavero del soprabito di pelle, che la faceva sembrare un’ombra in quel che restava della via principale della città. I capelli corvini le sfioravano le spalle ricadendo davanti il viso, coprendolo per una buona metà e lasciando in mostra solo il lato destro. La pelle chiara creava un contrasto evidente nella figura che avanzava con passo sicuro e senza alcuna fretta, incurante di calpestare i resti della distruzione ancora sparsi in giro, con una leggerezza che la rendeva silenziosa come un gatto. Sembrava non accorgersi neppure dei calcinacci e dei rottami metallici, con lo sguardo freddo e tagliente puntato dritto avanti a sé, il cui colore richiamava il cielo nelle sue giornate migliori: un grigio glaciale. Non era quello il caso, dato che sopra la sua testa svettava un empireo plumbeo, con pesanti nubi nere, tra le quali si insinuavano bagliori rosso arancio. Read more

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