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Sole d’inverno

Sole d'inverno

Il traffico mattutino del sabato era irritante come al solito, non meno degli sproloqui che spizzicava camminando tra i banchi del mercato, lungo le vie gremite di persone. Un vociare assordante, sovrastato dagli strilli di qualche venditore. Le tempie avevano preso a pulsare, un po’ per la morsa del gelo, un po’ per l’ambiente che la circondava opprimendola. Era stata costretta a uscire per non sentire il ritornello ansioso della madre, tuttavia, non era più sicura di quale fosse la tortura peggiore. Deviò dalla via principale, incamminandosi in una stradina secondaria per rintanarsi in un piccolo bar aperto da poco. Read more

Amici

Amici cover

Disperazione

L’aroma intenso del caffè mi sveglia, accompagnato dal fastidioso ticchettio della sveglia: odio gli orologi analogici e il loro rumore. La mano scivola sulle lenzuola di raso, trovando solo il vuoto accanto a me. Un gesto stupido in effetti, ma del tutto automatico.

«Bella addormentata, pensi di alzarti?»

Sobbalzo al sopraggiungere di quella voce maschile, ironica e suadente al tempo stesso, e scatto a sedere sul letto. Lascio scorrere lo sguardo nella stanza vuota e l’angoscia mi assale. I ricordi sono fantasmi spietati.

Un brivido mi scuote quando i piedi toccano il pavimento, freddo come il ghiaccio, o come la morte, che flebile aleggia intorno a me. Mi trascino ciondolante in cucina, chiedendomi perché continuo a indossare questa maledetta camicia cremisi ogni sabato, nemmeno potesse cambiare la realtà. Non è stata una buona idea comprare una macchinetta che prepara il caffè all’ora impostata, credevo mi avrebbe fatto sentire meglio, invece è solo una tortura, l’illusione di qualche istante, che si tramuta in una pugnalata diritta al cuore. Non era il suo sapore amaro a farmi iniziare bene le giornate, ma i baci bollenti che l’accompagnavano, quelli che non torneranno più. Read more

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