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#ViaggioCoiLupi 8: sciamanesimo sì/no/forse… perché?

Prendo spunto da una recensione ricevuta che chiama in causa lo sciamanesimo nordico. Tranquillo, non sono qui a lamentarmi, anche perché in sé è positiva, seppur non priva di critiche su cui riflettere.

Ma, poi, la storia lascia in sospeso la reale natura di Cleo, non facendole approfondire quello che davvero è, una sciamana, lasciando quindi da parte tutta quella parte legata allo sciamanesimo nordico di cui non si sente parlare mai, e quando capita lo si fa pure male […].

Recensione su Goodreads

Leggendo questo passaggio mi sono resa conto che, forse, un articoletto in più ci sta bene 😁.

Intanto, chiariamo che per me lo sciamanesimo è una realtà, non una fantasia, è qualcosa che seguo e pratico da quasi un decennio. Ne consegue, come capita a molti, che fatico a semplificarlo troppo, ancor più a “corromperlo” per un fine personale. Sì, lo so, sono una scrittrice e dovrei essere più elastica 😅.

Partiamo da principio.

Cleo nel romanzo riceve la chiamata, vuol dire che lo sciamanesimo è nel suo destino. Tuttavia, lei non è (ancora) una sciamana, bensì inizia un percorso che la porterà a essere una praticante di sciamanesimo.

«Sai cosa sono?».
«Mio padre mi ha detto che sono delle rune, ma non so altro».
«Rappresentano la chiamata».
«Cioè?».
«Si rivela a chi è chiamato, appunto, a seguire la via degli dèi. Vedi, questa indica la parola, la voce superiore che ci chiama», mi spiega indicando il primo segno, per poi spostarsi sul successivo. «Questa simboleggia il collegamento con il divino, la connessione tra terra e cielo in cui opera lo sciamano. L’ultima è la memoria e il legame con gli antichi, il passato da cui apprendiamo». Mi squadra un attimo, forse per aver conferma che abbia capito. «Questo per sintetizzare. Intavolare adesso il discorso sarebbe lungo, però è proprio una buona cosa e conferma la tua natura».

“Cuore di Lupo” di Chiara Casalini

Eh, no, non ci si sveglia alla mattina e si decide di essere sciamani, nemmeno se si riceve la chiamata. Esiste un percorso fatto di studio e di pratica, che richiede anni e anni di lavoro su se stessi e, poi, su tutto il resto.

La storia del romanzo copre un mese della vita di Cleo, quello che segna il suo cambiamento e la sua presa di coscienza, ragion per cui era impossibile e impensabile, per me, inserirci anche l’addestramento sciamanico. Il libro conta già numerosi eventi, forzare questo aspetto sarebbe stato deleterio e non necessario in questo passaggio della vita della protagonista.

In realtà, quello che viene narrato in Cuore di Lupo fa già parte del percorso sciamanico, soltanto che viene intrapreso da Cleo in modo inconscio e istintivo.

Ricordi?

“Non puoi sfuggire al tuo istinto…”

Illustrazione con lupo

I primi passi

Oggi siamo abituati alle cose eclatanti, al tutto e subito, ma qualsiasi percorso esoterico/spirituale insegna l’esatto opposto.

Calma, pazienza, dedizione, costanza, impegno, sacrificio.

Spesso, chi si approccia all’Arte, sia essa stregonica o sciamanica, vuole vedere l’azione, toccare il risultato, imparare la formuletta come fosse un giochetto di prestigio. tanto più si cerca ciò, tanto più resterà un miraggio che allontana dalla Via.

Perché?

Semplice, perché la prima cosa su cui il praticante deve lavorare è se stesso. Infatti, deve prendere coscienza di sé, della propria natura, delle proprie ombre, incontrare faccia a faccia i propri demoni e le proprie paure, sconfiggerli e/o assimilarli per ciò che serve al fine di accettarsi. Questo porta all’equilibrio che forma la volontà, che conferisce forza al praticante e allo sciamano, oltre a un bagaglio di esperienze importanti.

Senza questa parte di percorso non si va da nessuna parte, costituisce le fondamenta del percorso, della persona e dello sciamano.

Ecco, in Cuore di Lupo si trova questa parte di percorso e già, averla affrontata in un solo mese è davvero un’impresa titanica! C’è gente che ci passa buona parte del percorso, addirittura della vita.

E poi?

Poi si passa agli step di addestramento successivi, che nella tradizione nordica vanno a toccare diversi campi e anche figure differenti, con ruoli diversi nella società stessa.

Nonostante ciò, nel libro ho inserito un paio di pratiche ben precise, di esperienze non rare tra i praticanti di sciamanesimo: il radicamento, la guarigione e il viaggio sciamanico (comprensivo di OBE, ovvero esperienza extra-corporea). A chi pratica saltano subito all’occhio, chi non le conosce, invece, può tranquillamente scambiarle per elementi fantasy. È un problema? Non credo, non per me. Sono fermamente convinta che ogni lettore sia libero di cogliere ciò che preferisce e che sente in un dato momento. Il fantasy permette questo, costruendo differenti livelli di lettura delle stesse scene.

Conclusioni

In sostanza, quindi, nel romanzo lo sciamanesimo è ben presente, ma visto con gli occhi inconsapevoli di Cleo. Lo viviamo con lei, con le sue esperienze, con la sua crescita, per quello che è un reale percorso prima di tutto spirituale. Forse lei diventerà una sciamana, in futuro, ma in Cuore di Lupo intraprende soltanto il percorso, divenendo una praticante che, man mano, acquisisce conoscenze. Il lupo stesso è un simbolo legato allo sciamanesimo, come ho enunciato in #ViaggioCoiLupi 4: elementi sciamanici 😊.

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