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#ViaggioCoiLupi 1: scoprendo “Cuore di Lupo”

Salve Readers! 😊
Dovevo scegliere da dove partire, perché le cose da dire sarebbero tante per “Cuore di Lupo”, ma andiamo tutti di fretta… lo so bene. Quindi?

Partiamo dall’elemento primario: i Lupi 💖

Avete presente la visione dei Licantropi che ormai impera in tutto il mondo? Bene, c’entra davvero poco coi miei Lupi, se non per la forma ibrida uomo-animale 😁. Quella c’è, l’ho tenuta come forma di transizione tra i due stadi estremi. Per il resto ho attinto a piene mani dalle tradizioni sciamaniche e, soprattutto, da quella nordica. Nella tradizione nordica, infatti, troviamo gli Ulfheðnar. Questi sono i guerrieri-lupo, famosi per la loro furia e tattica, che scendevano in campo vestiti solo della pelle di lupo. Sì, sono i cugini dei Berserkir: sono un’élite guerriera.

Piastra di un elmo da Björnhovda, Svezia.
Piastra di un elmo da Björnhovda, Svezia, 1872. Sono presumibilmente raffigurati il dio Odino e un Úlfheðinn in un momento rituale.

Uno sguardo alla storia

Gli Ulfheðnar, più dei Berserkir e delle Völur (plurale di Völva), sembrano essere stati oggetto della più aspra forma di demonizzazione; infatti, non risulta per nulla semplice recuperare fonti certe e reperti che li riguardino. Questo è probabilmente dovuto alla direzione che sempre più gruppi di Ulfheðnar presero con l’avvento dell’epoca vichinga, durante la quale assistiamo all’emergere di un moto individualista, una ricerca dell’affermazione personale, che collide con la cultura fortemente tribale e collettiva. Essi divennero gradatamente elementi temuti per la loro attitudine e ferocia. Questo era comunque in linea con la loro natura, che si trovò però slegata dal ruolo di utilità per la sippe.

In effetti costoro incarnano il principio dell’individualità inteso come tensione verso la realizzazione di obiettivi personali, di carattere tanto economico quanto politico e sociale. L’associazione di questi uomini, che conoscerà forme regolamentate, darà vita a gruppi ben definiti che troveranno uno sfogo al loro desiderio di affermazione nelle imprese che li renderanno famosi. Sebbene sia evidente che i vichinghi non sono – come la tradizione popolare si ostina a credere – un popolo, bensì piuttosto degli individui che in contrasto con la società tradizionale perseguivano nuovi valori, non è difficile comprendere la ragione di questo diffuso malinteso, in quanto essi, spinti dalle proprie aspirazioni di arricchimento e successo, si presentarono agli occhi del resto del mondo come gli unici, temibili e terribili rappresentanti delle popolazioni del Nord. Tuttavia: una gran parte degli abitanti della Scandinavia restava nelle terre d’origine e continuava a vivere secondo i canoni della società contadina tradizionale. Nelle fonti scritte, soprattutto islandesi, il contrasto tra queste due visioni di vita appare evidente e sarebbe irrealistico non prenderne atto.

da “Storia e cultura della Scandinavia: Uomini e mondi del Nord” di Gianna Chiesa Isnardi

Prima di questo cambiamento storico, dunque, i gruppi d’élite guerriera, quali erano anche gli Ulfheðnar, pur costituendo un nucleo parzialmente indipendente erano parte della sippe e in essa integrati, secondo il principio di collettivismo che vedeva nel bene della comunità il fulcro di tutto, ove la sorte e l’onore del singolo hanno senso solo in sua funzione.

All’interno della Sippe devono prevalere vincoli di assoluta lealtà e pace, con ciò intendendo il concetto espresso nel termine friðr, cioè “la feconda evoluzione di una società naturale e collettiva legata da rapporti di parentela che […] determina anche l’uguaglianza, la parità dei diritti e, per così dire, l’interscambiabilità in ogni circostanza.”

da “Storia e cultura della Scandinavia: Uomini e mondi del Nord” di Gianna Chiesa Isnardi

Si passa così da un’élite preposta alla difesa della comunità, legata allo Spirito del Lupo con un’accezione fortemente sciamanica, Úlfr, a bande di guerrieri che terrorizzano al loro passaggio, Vargr. Proprio i due termini differenti riportano questo passaggio e il mutamento avvenuto. Vargr, infatti, ha un valore dispregiativo molto forte e divenne appellativo che designava i fuorilegge.

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