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#ViaggioCoiLupi 4: elementi sciamanici

Gli elementi sciamanici in “Cuore di Lupo” sono diversi, l’intero romanzo può essere letto come percorso sciamanico in chiave simbolica. Il lupo, infatti, è considerato uno spirito guida in molte tradizioni, anche in quella nordica, dove trova connotazioni molto profonde ed estreme. Nello specifico, il lupo non diviene soltanto una guida, bensì definisce la natura stessa dell’individuo, portando a connotazioni precise. Cleo, al di là della passione e dell’amore per Sebastian, segue il lupo, con esso intraprende un percorso di scoperta e accettazione di sé, della propria natura e delle radici più profonde, che le erano mancate.

La protagonista, durante il periodo di punizione, si trova a vivere delle esperienze particolari. Lontana da tutto e da tutti, immersa nel buio, scava nel profondo di sé e sperimenta i cosiddetti stati alterati di coscienza. Questi sono propri degli sciamani e dei relativi viaggi sciamanici: l’io cosciente si spegne, consentendo la connessione con altri mondi, o con gli spiriti. È ormai noto l’uso del tamburo per facilitare tali pratiche, tuttavia non è l’unico strumento. Nella tradizione nordica, la Völva scandisce il tempo con un bastone, il seiðstafr. Tutto si focalizza in un suono ripetitivo che crea particolari vibrazioni, nel caso di Cleo diventa quello della catena mentre cammina in tondo nella grotta.

Le catene riecheggiano ossessive nella grotta. Continuo a girare finché quel suono si smorza divenendo quasi ipnotico. Proseguo fino a non farcela più, sedendomi di fianco alla porta. Quello stridio però non cessa nella mia mente, tutt’altro, è come se ancora mi muovessi. Mi sento strana, non sono stanca, ma ho lo stesso bisogno di chiudere gli occhi e di farmi trasportare, senza sapere dove.

Durante la reclusione, Cleo sperimenta anche una diversa connessione con la Terra e la Natura.

Lascio scivolare a terra le mani, ricordandomi di come la sua voce sia profonda, cercandola di nuovo così che, forse, proprio lei sarà in grado di aiutarmi. Dopo poco sento quel sussurro e le mani sembrano affondare alla ricerca di forza, di nutrimento che il cibo non può dare. L’energia scorre lenta e inesorabile in me, risale le braccia e si propaga per il corpo, come se la terra stessa avesse udito i miei pensieri.

Qui si intrecciano pratiche differenti, in realtà. La prima porta il nome di radicamento e viene utilizzata appunto per rigenerarsi a livello energetico, attraverso il contatto diretto con la terra. La seconda, invece, è propria della tradizione e delle Völur (plurale di Völva): l’útiseta. Questo altro non è che l’atto di sedersi all’aperto per connettersi con gli spiriti della natura, i Landvættir e i Trolls, ricevendo visioni.

Questi sono alcuni degli elementi sciamanici presenti nel romanzo, altri potrai scoprirli leggendolo 😉.

 

*Ulteriori informazioni sulla pratica delle Völur e la stregoneria nordica sono disponibili QUI.

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