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#ViaggioCoiLupi 5: la trasformazione

Come ho detto in apertura, in “Cuore di Lupo” ho mantenuto la trasformazione classica dei Licantropi. Nella fattispecie, ho inserito due gradi di trasformazione: quella completa in lupo e quella ibrida, nella versione antropomorfa nota.

Dopo poco da quella stessa oscurità vedo emergere una creatura imponente, spaventosa, coperta da un manto scuro; si muove in posizione eretta, ma ha la forma di un animale. La paura mi assale, togliendomi il fiato e lasciandomi impietrita.

da “Cuore di Lupo”

Tuttavia, si possono rinvenire tracce di ciò anche in scritti con valore di cronaca, non solo nelle saghe.

Il Landnámabók (Libro dell’insediamento) è una cronaca storica che racconta la colonizzazione dell’Islanda da parte dei norvegesi poco prima dell’anno mille. Questo testo ci rende noto come, nel tempo storico in cui vivono i relatori, ancora si credesse possibile la trasformazione di un uomo nel suo doppio animale.
Questa pratica viene definita hamramr in norreno, oggi nota come somafera (in inglese shapeshifting). Veniva considerata peculiarità degli Sciamani Guerrieri, ma non per questo riservata solo ad essi. Agli Ulfheðnar era attribuita come capacità anche fisica, ad altri come capacità di plasmare l’hamr, in riferimento a pratiche stregoniche.

 

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