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#ViaggioCoiLupi 6: le Rune

In “Cuore di Lupo” compaiono anche le Rune. Cleo ne vede per l’esattezza tre. Per scelta personale non dichiaro il loro nome, ma le descrivo per quello che è il loro significato, con richiamo alla forma stessa.

Ma vediamo insieme cosa sono le Rune!

Definizione del termine

La parola runa è specifica delle lingue indoeuropee e più particolarmente germaniche. In norreno troviamo in termine rún, che si traduce con: segreto, insegnamento segreto, conciliabolo misterioso, saggezza, segni magici, caratteri scritti.
La diffusione della radice *run e la ricchezza dei suoi derivati attestano l’antichità del termine. 


In ogni caso, non si può mettere in dubbio il fatto che «runa» indicò un «mistero» prima di esprimere un «carattere».
[…]
In un modo o nell’altro, la definizione corrente dei dizionari moderni, «carattere», non rende giustizia al senso profondo e autentico delle rune, «raccolta di misteri» piuttosto che segni per trascrivere un sistema di comunicazione.


da “Iniziazione alle rune” di Anne-Laure e Arnaud d’Apremont
Runestone U 240
Pietra runica U 240, Lingsberg (Svezia)

Definizione storica

Sfatiamo qualche diceria! Le Rune sono un sistema di scrittura alfabetico epigrafico, ovvero inciso su materiale duro, adoperato dal I sec. d.C. in poi (
fibula di Meldorf). Tuttavia, risulta una scrittura già matura, quindi con una storia alle spalle che rende possibile ipotizzarne l’esistenza pregressa.

Il Futhark, ovvero le Rune Germaniche, è nativo della penisola Scandinava, dunque dei Germani Settentrionali. Questo sarebbe un sistema sincretico tra capitale epigrafica latina (maiuscolo) e alfabeti etruscoidi, in uso sulle Alpi per annotare lingue sia indoeuropee che non. Una prova dei contatti avvenuti tra Germani Settentrionali con gli alfabeti etruscoidi è data dall’ELMO B DI NEGAU, risalente al 50 a.C. circa secondo la datazione di 
Reinecke e Egger, al V sec. a.C. per Gabrocev e Prosdocimi, che reca appunto un’iscrizione etruscoide di una lingua germanica (HARI X ASTI TEIVA).

Elmo B di Negau

Prosdocimi ha dimostrato che l’alfabeto alla base dell’iscrizione germanica di Negau B non è un alfabeto nord-etrusco, ma si tratta di conservazione marginale di un primo alfabeto venetico con contaminazioni dell’alfabeto retico.

Il Futhark, però, è molto più di un semplice alfabeto, come scritto in apertura. Ti aspetto alla prossima! 😉
Abecedarium normannicum
Abecedarium normannicum

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One thought on “#ViaggioCoiLupi 6: le Rune

  • 12 Dic PM at 12:22
    Permalink

    Grazie Chiara, non vedo l’ora di leggere i prossimi capitoli sulle Rune

    Reply

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