Come costringere una vittima a non denunciare

La violenza sulle donne è un argomento di cui parlo da anni. A volte mi chiedo se non sia troppo, poi, sento le notizie di cronaca e capisco che non è mai abbastanza.

25 novembre: giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Violenza contro le donne

⚠️ “1 donna su 3, in Italia, è vittima di una violenza”.

Questa la statistica in base alle denunce che, purtroppo, sono inferiori alla stima reale. Non tutte le vittime di violenza denunciano.

E dopo l’ennesima volta in cui Vittorio Feltri ha perso l’occasione di non scrivere 🤦🏼‍♀️, forse dobbiamo davvero fermarci a riflettere. Lui certe oscenità le scrive, ma tanti gli fanno eco nei commenti, in sordina, al bar, nei gruppi WhatsApp/Telegram, dove si divertono a scambiare video privati.

❌ “Se l’è cercata”.

Perché fidarsi, essere ingenue, bloccate dalla paura o dall’impotenza, credere nell’umanità di qualcuno sono atti da condannare. La giuria pubblica è sempre impietosa nelle sue sentenze. E l’empatia ce la siamo scordati di nuovo, o l’abbiamo direttamente buttata nel cesso. Grazie.

❌ “Sì, lui ha sbagliato, ma…”

Quel MA è un chiodo piantato nella carne di ogni vittima, quella protagonista della vicenda e tutte le altre, che silenziose lo leggono e lo sentono affondare nella colpa di essere donne.

Non esiste un MA.

Ogni volta che lo aggiungete alla frase diventate complici degli aguzzini.

👉🏻 Come costringere una vittima a non denunciare, a farsi dilaniare anima e corpo nel silenzio di una colpa che non ha? (Perché non ce l’ha!)

Così. Parlando a sproposito, giudicando, dando attenuanti a chi non si è fermato davanti a un no, a una relazione finita, a un non consenso, per la convinzione di poter essere padrone della vita di una donna.

Perché se una donna sta in una stanza con uomo, sa che dovrà togliersi le mutande, ma non quando potrà rimettersele. Potrà. Ovvero, quando le sarà concesso di farlo e non per sua volontà. Grazie a Feltri per aver messo nero su bianco una così triste verità, che rispecchia il pensiero distorto di più di qualcuno. Perché uno è sempre troppo.

Io sto con la vittima e tu?

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